la storia

Il Centro Pestelli fu costituito ufficialmente il 6 giugno 1968. Lo scopo era quello di promuovere studi sulla storia del giornalismo e sui problemi dellíinformazione, anche in collaborazione con Università e Istituti di ricerca, e di creare una biblioteca specializzata.

L’idea del Centro era nata due anni prima, in occasione del convegno “Il giornalismo italiano dal 1861 al 1870″, organizzato nel 1966 dallíAssociazione Stampa Subalpina. Giovanni Giovannini, allora presidente dellíAssociazione, aveva lanciato la proposta di organizzare in un Centro specializzato lo studio della storia e della funzione del giornalismo. La proposta era stata accolta con favore da studiosi come Valerio Castronovo, Luigi Firpo, Alessandro Galante Garrone, Narciso Nada, e da giornalisti e intellettuali come Oddone Camerana, Carlo Casalegno, Bruno Marchiaro, Remo Morone, Aldo Pipan, Guido Pugliaro, Bruno Segre.

La nuova istituzione fu intitolata a Gino Pestelli (1885-1965), figura di spicco nel panorama del giornalismo torinese e italiano, braccio destro di Alfredo Frassati a La Stampa, della quale fu condirettore dal 1926 al 1928, e artefice dellíUfficio stampa della Fiat. Come logo del Centro fu scelto un antico disegno raffigurante un venditore di stampe. La sede fu inizialmente Palazzo Ceriana Mayneri. Poi, dal 1971, lo storico Palazzo d’Azeglio in via Principe Amedeo 34, accanto alla Fondazione Einaudi e alla Fondazione Firpo. Dal 2011 è tornata a Palazzo Ceriana Mayneri.

Il Centro si proponeva, come indicato dallo statuto, di promuovere e diffondere la cultura giornalistica mediante studi e ricerche sulla storia del giornalismo e sui problemi attuali di organizzazione e sviluppo della stampa periodica e dei nuovi media. Operando sia in proprio sia in collaborazione con Università e Istituti di ricerca italiani e stranieri, metteva a disposizione mezzi e strumenti metodologici e documentari, tra una importante biblioteca specializzata. Si prefiggeva di promuovere pubblicazioni sui temi rientranti nei suoi interessi e si riprometteva infine di raccogliere e conservare gli archivi personali dei colleghi.

La biblioteca, aperta agli studiosi e agli studenti, si è sviluppata fino a raggiungere 5.500 volumi, e costituisce un unicum nel suo genere in Italia. Le pubblicazioni hanno superato i trenta titoli. Sono pervenuti gli archivi di Gino Apostolo, Remo Lugli, Igor Man, Renzo Villare, ed Ë in corso presso la Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta la procedura per il riconoscimento di “archivio di interesse storico particolarmente importante” ai sensi della legge 42/2004.

Il Pestelli, che non ha fini di lucro (presidente e consiglieri non ricevono compensi), è sostenuto in massima parte dai contributi finanziari dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e dall’Associazione Stampa Subalpina, e degli Enti che erogano appoggi economici (attualmente soltanto Fiat).

Il Centro è retto da un Consiglio di Amministrazione e da un Comitato Scientifico. Del Consiglio di Amministrazione fanno parte il Presidente e due rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il Segretario e due rappresentanti dell’Associazione Stampa Subalpina, un rappresentante del Circolo della Stampa di Torino, un rappresentante per ciascuno degli enti che assicurino al Centro un finanziamento continuativo non inferiore a 2000 euro annui. Ne sono membri onorari a vita i consiglieri fondatori, il professor Valerio Castronovo e l’avvocato Bruno Segre.

  Giorgio Levi è presidente dal 15 gennaio 2015.

Il Comitato Scientifico, ha il compito di promuovere l’attività di ricerca e di studio mediante proposte al Consiglio di Amministrazione. E’ composto in parte da studiosi di storia, con particolare riguardo alla storia contemporanea.

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