Gino Pestelli

Gino Pestelli

Luigi “Gino” Pestelli nasce a Firenze nel 1885. Si laurea in Scienze economiche e commerciali a Genova e inizia la professione giornalistica nel 1906 alla Gazzetta di Torino. Nel 1908 Alfredo Frassati lo chiama a La Stampa, dove resta per vent’anni.

A Torino sposa Carola Prosperi (1883-1981), fecondissima scrittrice ammirata da De Amicis e amica di Gozzano, collaboratrice de La Stampa e del Corriere dei Piccoli. Da lei ha l’unico figlio, Leo. Al fronte della guerra 1915-18 si guadagna una medaglia di bronzo al valor militare.
Giornalista di spicco, di ideologia liberal-democratica, amico di Gobetti e vicino al gruppo di “Rivoluzione liberale”, Pestelli è a La Stampa il braccio operativo di Frassati, la guida quotidiana della redazione. In questo compito affianca nel 1921 Luigi Salvatorelli, al quale è stata affidata la condirezione del giornale, nella linea di sempre più netta avversione al fascismo.

Nel 1924 è in prima fila nell’esecrazione manifestata dal suo giornale contro il delitto Matteotti nel giugno 1924. In qualità di membro del consiglio direttivo della Federazione nazionale della Stampa, presenta nel congresso di Palermo nel settembre di quell’anno un documento antifascista, votato a grande maggioranza: “Il Congresso saluta con sentimento di solidarietà professionale i giornali e i giornalisti colpiti e danneggiati dall’arbitrio dei decreti e dalle violenze contro la libertà di stampa”.

Fino al 1926, uscito Frassati dal giornale e diventato Pestelli condirettore a fianco di Gigi Michelotti, la redazione de La Stampa rimane, nonostante i tempi difficilissimi, una delle poche voci di dissenso dal regime. Nel 1928 Pestelli lascia il quotidiano, che dall’ottobre 1926 è passato sotto il diretto controllo del senatore Agnelli.

L’anno successivo è incaricato dallo stesso Agnelli di creare i Servizi stampa, le relazioni pubbliche della Fiat. Nell’azienda torinese, alla quale dedicherà 36 anni di operosità, inventa una strategia innovativa della comunicazione industriale, dandole carattere giornalistico e adoperandosi per creare un’immagine di prestigio culturale della Fiat. Pestelli, che fra l’altro è dotato di viva sensibilità artistica, chiama a collaborare alla pubblicità dell’azienda firme illustri come Sironi, Casorati, De Chirico, Annigoni. Progetta di dar vita ad una sorta di letteratura Fiat”. Da un accordo con Massimo Bontempelli nasce il romanzo breve “522. Racconto di una giornata”, pubblicato dallo scrittore Accademico d’Italia nel 1932, che prende lo spunto dall’elegante modello di automobile “522”. La collaborazione con Bontempelli si estende a Pietro Maria Bardi e alla rivista “Il Quadrante”, e ne nasce due anni dopo il racconto “La strada e il volante”, ideale continuazione del primo (questa volta l’automobile Ë la “1500). Si ricorda anche, nella poliedrica attività di Pestelli alla Fiat, l’ideazione e la realizzazione del Circarama, una della maggiori attrattive di Italia’61.

Per tutto l’arco della vita, egli partecipa attivamente all’organizzazione professionale locale e nazionale, facendo parte fin dal 1910 del consiglio direttivo dell’Associazione Stampa. Il suo impegno nei confronti della professione svolta negli uffici stampa aziendali si manifesta tra l’altro in articoli e relazioni, a cominciare da quella che svolge nel settembre 1948 al congresso della Federazione della Stampa a Sanremo, sul tema “Servizi di stampa presso le grandi aziende industriali”.

Muore improvvisamente nel settembre del 1965 nella sua casa di via Gramsci.
Va ricordato che la famiglia Pestelli ha dato molto alla cultura torinese: il figlio di Gino, Leo (1906-1976) Ë stato critico letterario e cinematografico, romanziere e raffinato difensore della lingua dalle colonne de La Stampa e attraverso un celebre libro, “Parlare italiano”, ormai introvabile; il nipote Giorgio è professore universitario ed eminente storico della musica.

PS. Le notizie di questo breve profilo di Gino Pestelli sono tratte, fra gli altri, dai seguenti scritti: Nota-stampa in morte di Gino Pestelli, settembre 1965, Centro Storico Fiat
Discorso del Direttore de La Stampa, Giulio De Benedetti, alla riunione del Rotary Club di Torino, la sera di giovedì 9 settembre 1965, a commemorazione del dr. Gino Pestelli, Direttore Stampa e Propaganda Fiat, Centro Storico Fiat

Valerio Castronovo, Giovanni Agnelli, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1971 e 1977
Valerio Castronovo, La Stampa 1867-1925. Un’idea di democrazia liberale, Franco Angeli-Centro Studi sul giornalismo Gino Pestelli, 1987 Valerio Castronovo, Fiat 1899-1999. Un secolo di storia italiana, Milano, Rizzoli, 1999 e 2005

Marinella Mascia Galateria, Una storia degli anni Trenta: lo scrittore e la macchina, in Massimo Bontempelli, 522. Racconto di una giornata, Roma, Lucarini, 1991 Elisabetta De Biasio, Alfredo Frassati. Un conservatore illuminato, Milano, Franco Angeli, 2006.

One thought on “Gino Pestelli

  1. Enzo

    Mi risulta da Quattroruote di ottobre 1965, che Gino Pestelli morì il pomeriggio del 2 settembre 1965, ma la mattina stessa era ancora operativo nell’ufficio in Fiat da dove spedì una lettera relativa al Salone della Tecnica. Fu operativo fino all’ultimo giorno della sua vita

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