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Al via il Comitato Scientifico

comitato scientifico

nella foto alcuni membri del Comitato Scientifico, da sinistra: Francesco Antonioli, il prof. Mauro Forno (Università di Torino), Giorgio Levi, l’avvocato Bruno Segre (membro del Cda), Luca Rolandi, Dario Corradino e Mario Baudino.

Si è riunito oggi per la prima volta, nella sede di Palazzo Ceriana Mayneri, il nuovo Comitato Scientifico del Centro Pestelli, che è così composto.

Coordinatore scientifico dr. prof. Mauro Forno, docente di Storia del Giornalismo all’Università di Torino.

dr. prof. Valerio Castronovo, scrittore, saggista e storico insigne, membro ad honorem.

Francesco Antonioli, giornalista de Il Sole 24 Ore, già responsabile della redazione torinese del Nord Ovest, dorso regionale del quotidiano economico.

Mario Baudino, giornalista, autore e critico letterario di Tuttolibri e de La Stampa .

Silvia Rosa Brusin, giornalista Rai di Torino e vicecaporedattore e conduttrice del programma scientifico Leonardo.

Vittorio Cardinali, giornalista, presidente dell’associazione Immagini per il Piemonte.

Dario Corradino, già caporedattore centrale de La Stampa, responsabile de La Stampa Web e capo delle redazioni della Liguria del quotidiano torinese.

Luca Rolandi, già redattore di Vatican Insider de La Stampa e oggidirettore de La Voce del Popolo, settimanale della diocesi di Torino.

Acquisita una nuova collezione

padovani

i saggi della biblioteca Padovani donati al Centro Pestelli

Gigi Padovani, ex inviato politico de La Stampa, notissimo autore di libri e saggi sul tema dell’alimentazione, ha donato al Pestelli alcuni libri della sua collezione che hanno per tema il giornalismo. A Gigi va ovviamente il nostro ringraziamento.

E’ questa anche una buona occasione per invitare colleghi e studiosi che ritenessero di cedere parte delle loro biblioteche che il Pestelli accoglie volentieri ogni donazione. Ogni libro, saggio o volume che tratta temi sul giornalismo troverà qui sempre la migliore delle sistemazioni.

La Casa dei giornalisti ha pareti e muri costruiti con i libri, ogni volume che si aggiunge con il contributo di tutti rende più solide le nostre fondamenta.

I taccuini dell’inviato

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I taccuini degli inviati sono sempre oggetti molto fascinosi. Il Pestelli ne conserva alcuni davvero preziosi. Fogli, quaderni, blocchi di carta. Storie raccontate con grafie minute e precise, interviste vergate in tutta fretta, magari in piedi appoggiati ad un muro, spinti da altri colleghi. Pagine macchiate d’inchiostro, di gocce di pioggia, appunti presi su un treno o nell’attesa di un areo. Pagine da dettare ai dimafonisti, con i segni delle virgole ben marcati, per non dimenticarsene quando finalmente il giornale era in linea. Lì c’è il mondo dei giornalisti che camminavano e qualche volta correvano. In quei taccuini ci sono anche numeri di telefono segretissimi di magistrati, avvocati, ministri. Quando il telefono era solo quello dell’ufficio o di casa. Taccuini che era meglio non lasciare in giro. Anzi, da far sparire agli occhi di qualche collega impiccione e concorrente, preso dall’ansia del “buco”.

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Le foto di questo post ritraggono una parte del ricco patrimonio giornalistico lasciato al Pestelli dalla famiglia di Remo Lugli, storico inviato de La Stampa. Sono taccuini dove Lugli racconta di processi e di giudici, di condannati e di assolti, di pubblici ministeri e di avvocati, un lungo viaggio da un tribunale all’altro dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta. Lugli è scomparso nell’autunno scorso a 93 anni e Alessandra Comazzi su La Stampa ne ha tracciato il ritratto. Tutto su Remo Lugli qui sul suo sito, ancora oggi in costante aggiornamento

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